![]() |
Helicon edizioni 2021 |
Il
senso della raccolta vuol proprio sottolineare questo percepire il tempo come
una curva convessa,in cui si è dapprima in salita e poi in discesa: una curva
su cui si collocano gli eventi della propria storia che si contestualizza
tuttavia nella storia circostante in un intersecarsi di gesti e abitudini
propri di un tempo storico oltre che individuali
E’dunque
un ripercorrere a ritroso il tempo del prima per arrivare all’oggi,con le sue
paure , le sue incertezze, il suo
ripiegarsi sui bordi della fragilità. Il tempo del covid, definito per
eccellenza il tempo fragile ,dopo
quella di “passate stagioni”costituisce
la seconda sezione del libro: è questo un tempo interiore che diventa poesia
civile nel momento in cui si pone come
difficoltà esistenziale di tutti e come timore aggiunto,oltre a quello del trascorrere inesorabile del
tempo, nel guardare al futuro.
La terza sezione, che si può definire un tempo –spazio dove si collocano liriche che trattano aspetti più contingenti della sezione dei ricordi,senza necessariamente essere collocabili in modo definito né nel passato né nel contemporaneo. Sono poesie che trattano quasi di un tempo atemporale ,in quanto legate ad eventi la cui prassi è legata ad un “fuerunt “che è anche un “sunt” in quanto ripetibili, seppure con le varianti del caso: si tratta di eventi catastrofici ,umani o ambientali che hanno riguardato questi ultimi tempi.
Manca
la sezione dedicata al futuro poiché è quell’aspetto del tempo che più sfugge
ed inquieta, come si conviene ad un percorso in discesa, dove la discesa non
significa facilitazione,ma anzi,tutt’altro. E’ ora più che mai, il tempo
dell’incognita, dovuta ad un fenomeno di portata mondiale come lo è questa già
menzionata pandemia che ha annullato qualunque certezza,qualunque calcolo
numerico o previsione dettata da conoscenze tecnico-scientifiche.
E
allora meglio, ancora una volta, tornare a vivere il tempo di prima,quello
delle emozioni e della spensieratezza giovanile, assaporando quelle visioni
della vita che nulla avevano dell’inquietudine del presente,riviverne con la
consapevolezza del poi quegli umori e quegli affetti indimenticati e
indimenticabili e celebrarli, per
allungarne la durata per sé e per gli altri.
La
silloge viene pubblicata proprio all’inizio del 2021 e il libro deve ancora avere
una sua visibilità, che,dato il momento critico,è stata penalizzata.
La
poesia, qui, è intesa alla maniera di Saba : è poesia che attraverso la scelta
di una apparente semplicità
comunicativa, vuol essere musica emozionale per chi legge e suggerire, da
subito, visioni emotive e fisiche in cui potersi ritrovare ,senza dover
rielaborare troppo un concetto,una frase…
Tuttavia da una quasi immediata appropriazione le
poesie devono essere anche elemento da cui far nascere riflessioni e ricordi
che sono patrimonio privato di ognuno poiché ognuno ne conserva anche uno
specifico e personalissimo sentore.
Poesia
di condivisione dunque, che tuttavia non esula da quella ricerca del termine
specifico per meglio aderire all’io poetico
ed essere particolare senza essere generica.
Linguaggio
plurimo ,a volte quasi colloquiale,altre volte volutamente più implicito e denso
di suggestioni foniche anche senza la ricerca voluta di una rima .
Nessun commento:
Posta un commento