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sul blog del Caffè Letterario La Luna e il Drago

domenica 5 aprile 2015

DALL’ALBANIA A CUBA LA POESIA DI PIERFRANCO BRUNI IN ESEMPLARI TRADUZIONI E INCONTRI A TIRANA E A CUBA

Altri testi di Pierfranco Bruni sono stati tradotti sia in albanese che in spagnolo per un prossimo incontro fissato sia a Tirana, il 7 aprile, sia a Cuba nel mese di maggio. I testi in spagnolo verranno presentati a Cuba nell’ambito di attività per promuovere la cultura italiana  tra Cuba e Santo Domingo.
La lezione ermetica nel processo letterario di Pierfranco Bruni ha segnato un preciso riferimento sia letterario che strettamente linguistico. La traduzione di alcuni testi confermano la linea ermetica e soprattutto le poesie che verranno presentate a Cuba presentano delle strutture che hanno rimandi, in modo particolare, a Garcia Lorca e ad un Ungaretti della prima stagione.
Ma il mondo andaluso è nella realtà culturale di Pierfranco Bruni come lo è il dato letterario albanese e la cultura albanese alla quale Bruni, sul piano storico – critico, ha dedicato diversi saggi e libri.
Così come a Garcia Lorca ha dedicato importanti scritti ed è stato uno dei poeti che lo hanno formato. Insomma tra il mondo andaluso, catalano, mediterraneo e quello albanese e balcanico si inserisce il modello poetico di Pirfranco Bruni. Un itinerario che ha caratterizzato tutto lo sviluppo e la ricerca che Bruni ha condotto nel corso di oltre quarant’anni.
Anche il romanzo “La pietra d’Oriente” avrà una nuova traduzione e a lavorare su queste pagine sono alcuni studiosi dell’Università di Bucarest dove Bruni terrà una conferenza il 30 maggio.

sabato 4 aprile 2015

Il Cantico di Pasqua


Veniva da Magdala la donna che salvò la Croce
Il Cantico di Pasqua

 di Pierfranco Bruni

                                                                                       
Ci fu la Croce
a raccogliere i viaggi
oltre Gerusalemme
e Damasco segnò il destino
che lanciò le sfide
ai deserti e ai mari
e tutto fu  detto
in un solo accenno
che tuttora si recita:
cosa è la Verità…

Ma veniva da Magdala
la donna che portava negli occhi le ferite di secoli
e nello sguardo la sabbia del deserto
dei venti degli Orienti
e trovò nella voce dell’uomo di Nazaret
il silenzio che tracciò le verità
di un racconto
che non ha gli orizzonti della fine.

Tutto ebbe un senso
dalla notte di Getsemani
al tradimento di Pietro che rinnegò
la Provvidenza nel tremore del timore
alla corda di Giuda che pagò la sua morte
nel campo di sangue
mentre il pianto di Maria
stringeva di amore
l’odio dei sacerdoti del Tempio.

L’uomo di Nazaret
che ebbe nome Gesù
non venne ascoltato
e noi non avemmo il coraggio
di custodire
i segni della preghiera scavata nella salvezza.

Soltanto con la morte
La sua Passione fu la Passione delle nostre sconfitte
in una disperazione che non conosce la speranza
eppure la Croce fu la voce della disubbidienza
nella ubbidienza di un perduto destino.         

Poi venne la Rivelazione e non un miracolo soltanto
o un miracolo in più
e restammo increduli e tacemmo
senza nulla difendere
in questo Occidente troppo sconfitto
dalle genti che da lontano custodirono la memoria.

Forse troppo tempo Gesù rimase in Croce
o forse il sangue e l’acqua del costato
su di noi scivolarono con il pianto smarrendo la nostalgia.

Veniva da Magdala
la donna che amò Gesù
e che mai rinnegò l’immenso
che non fu capito da Pietro
e che Giuda smarrì nel suo cammino di perdizione
e Pilato non giudicò
pur condannandolo.

Poi ci fu la storia che attraversò il mistero
e il mistero abitò la fede.
Oltre la notte
il buio
e fu l’alba ad ascoltare il nuovo giorno.

Non ci furono più suoni ma tuoni.
Non ci furono più danze ma fughe
e il deserto colpì i cuori.

La Croce fu la dannazione
e Pietro il rinnegatore
disperse il seme della coerenza
con Giuda che cercò Gesù anche dopo il bacio tra gli Ulivi.

Veniva da Magdala la donna che difese la Croce
per amore
soltanto per amore.
Si amarono
nel cerchio e nessuno scagliò una pietra
e si amarono come in un volo
e fu la misericordia sconfitta
nella sensualità vissuta.

Ora è rimasta la nostalgia della profezia
ma tutto è passato tra gli scavi del tempo
e i venditori del Tempio
hanno barattato anche le parole
che un giorno vennero dette
al canto del gallo.
Ancora leggeremo nell’urlo della nebbia
il fruscio degli ulivi
per raccogliere un perdono che non ha dimenticanza nel tradimento consumato
nei giorni che aspettammo amore
e ricevemmo il sale del vento.

Maria Maria Maria
si squarciò in un silenzio
lo specchio
che credemmo fosse un segreto
e bastò uno sguardo
per capire che tutto sarebbe rimasto incompiuto.



Non ritornò a Magdala
e custodì il taglio di un amore mai sconfitto
in una storia che imposero
senza verità alcuna
e che non fu mai dimenticata abbastanza.


venerdì 3 aprile 2015

I 25 anni di Presenza Lucana

PRESENZA LUCANA” 
Presentazione e consegna tessera personale del 25° Anno


L’Associazione Culturale Presenza Lucana di Taranto, in occasione del venticinquesimo anno di continua attività sul territorio, ha presentato la nuova tessera che propone sempre sul lato A il logo creato, nel 2000, dal pittore Giuseppe Ferrara e riprodotto in tutte le tessere che sono state create dal 2001.La tessera del pittore rappresenta un paesino lucano, che facilmente si può far risalire a Matera. In basso il logo della Regione Basilicata e poi la personalizzazione con il nome del singolo socio. 
Nella tessera del 2015, l’Operatore Culturale e scrittrice Anna Montella ha aggiunto un piccolo logo con l’indicazione del numero 25 stilizzato.

Sul lato B della tessera il pittore materano Rocco Andriulli, che ha affrescato la chiesa di San Rocco a Montescaglioso, ha creato un dipinto a china dal titolo “Da Taranto alla Basilicata”, sul quale compaiono:
·       Una parziale veduta di Potenza.
·       La Rupe di Laurenzana.
·       Matera “Sassi Idris”.
·       Valsinni: Castello Morra.
·       Melfi Parziale Castello.
·       Centro storico di Pisticci (Case a schiera).
·       Montescaglioso: Cupola Abbazia San Michele
·       In basso, al dipinto, una grande barca che simboleggia Taranto e sulla quale è scritto “Il piacere di stare insieme” motto  dell’Associazione.

In occasione della candidatura al Nobel della Letteratura Pierfranco Bruni tradotto anche in Svezia

In occasione della candidatura al Nobel della Letteratura Pierfranco Bruni tradotto anche in Svezia



Nell’ambito delle iniziative successive alla candidatura al Premio Nobel della Letteratura che vede tra i protagonisti Pierfranco Bruni è prevista la traduzione di un’antologia poetica, che lega gli anni dei suoi primi scritti editi risalenti  al 1974 – sino al 2014, anche in Svezia. 

Un quarantennio nel quale Pierfranco Bruni ha pubblicato, oltre a romanzi e saggi, diversi testi di poesia con una sintesi antologica nel 2004 dal titolo “Fuoco di lune”. 

L’antologica svedese delle poesie di Pierfranco Bruni ha come linea conduttrice l’amore, l’eros, la sensualità, il tempo. Una originale percorso lirico che ha come riferimento la tradizione ermetica, in una visione di poesia articolata tra la cultura orientale e i modelli del Novecento europeo e soprattutto francese e spagnola. 
Il titolo in lingua svedese suona con questa immagine: “Danzandomi med ord vinden mina poster”, ovvero: “Danzandomi con le parole nel vento delle mie voci”. 

Sono poesie che hanno arricchito il tessuto letterario di un poeta che ha posto al centro della parola l’estetica del linguaggio e la parola stessa come estetica. 
Un ulteriore riconoscimento che pone Pierfranco Bruni al centro del dibattito letterario di un Novecento aperto completamente al nuovo secolo. 
Pierfranco Bruni, nella sua maturità, ha sviluppato, anche nel cammino poetico, una progettualità ben definita tra un emozionante tocco onirico e la necessità della cifra lirica.

giovedì 2 aprile 2015

I LINGUAGGI DELLA SPERIMENTAZIONE edizione 2015

Carmen De Stasio

Presidente Lions Club - Brindisi
Curatore dell'evento

COMUNICATO STAMPA

Venerdì 10 aprile 2015ore 17,30, presso la preziosa Sala Convegni di Palazzo Granafei–Nervegna, via Duomo, Brindisi, avrà luogo l’inaugurazione della II Edizione di
I LINGUAGGI DELLA SPERIMENTAZIONE

L’evento, Patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Brindisi, dall’Assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia, è promosso e organizzato dal Lions Club di Brindisi con la partecipazione del Club Leo Virgilio e il Patrocinio del MiBACT (Progetto Etnie), Locomotive Jazz Festival, SAE (Salento Arte Events). Gradita adesione è giunta da prestigiose Associazioni operanti sul Territorio: Lions Club di Mesagne, Manduria, Erchie S. Pancrazio, Ceglie, Ostuni New Century; ADISCO, 50&Più, Innerwheel, UNESCO e il settimanale Agenda Brindisi.
Ancora una volta, scopo dell’evento è la ricerca-azione nella poliedricità delle espressioni d’arte-parola quale documentazione culturale nel segno della rinnovabilità dei tempi. La parola dell’arte esprime in una sintesi meta-logica le potenzialità, affermate e in progress, del territorio umano.
Interverranno artisti, autori e studiosi impegnati nell’ambito della sperimentazione. In particolare l’edizione 2015 vede la nutrita presenza di prestigiosi artisti pugliesi, da anni impegnati nella ricerca di forme d’arte innovativa.

Verso i 600 anni della nascita di San Francesco di Paola

Oggi San Francesco di Paola.
Verso i 600 anni della nascita di San Francesco di Paola.
Uno studio sulla modernità e tradizione della Regola

di  Pierfranco Bruni

      
2 Aprile. Era il Venerdì Santo.  Moriva  il Santo di Paola. Ci prepariamo a celebrare i 600 anni della nascita del Santo dei Calabresi nel Mondo. Calabresi?. Già, bisogna essere profondamente calabresi, ovvero abitare quella “etnia” calabra – bruzia, non solo Magno Greca, per vivere la santita del Paolotto e poi si aggiunge il resto… San Francesco di Paola. Il Santo che ha penetrato il cuore dell’Europa nelle metafore del Mediterraneo.
       Il fondatore dell’Ordine dei Minimi ha lasciato delle testimonianze importanti nella cultura popolare e nella religiosità del quotidiano oltre ad aver tracciato le vie di una santità che vive nella nostra consapevolezza. Il Santo che amava il mare (come ho cercato di proporre nei miei due libri dedicati a San Francesco dal titolo: “San Francesco di Paola. Il chiostro come metafora della grotta”, 2000 e “San Francesco di Paola. Il chiostro: isola Mediterranea”, 2004) ma che intraprendeva cammini lungo le strade di terra. Giunse fino in Francia dove morì.
   La vita di San Francesco di Paola (nato a Paola il 27 marzo del 1416 e morto in Francia, a Tours, il Venerdì Santo 2 aprile del 1507, all'età di anni 91) è stata una vita avventurosa. Resta un Santo popolare ma il suo culto si diffuse soprattutto dopo la canonizzazione, voluta, tra l'altro, dalla regina Anna di Bretagna per aver miracolato la figlia, principessa Claudia, che porta la data del 1° maggio del 1519. Infatti dopo questa data vennero erette, in suo nome, chiese, conventi e venne proclamato patrone di diverse città. Napoli lo proclamò Patrono solennemente l'11 novembre del 1625 e Torino lo nominò Patrono della città nel 1706.

A dieci anni dalla morte di Giovanni Paolo II. Un Papa, un Santo, un Poeta

     A dieci anni dalla morte di Giovanni Paolo II. Un Papa, un Santo, un Poeta e il mio raccontare nei giorni di Santo Domingo tra letteratura e vita

 di Pierfranco Bruni

Dieci anni fa moriva Giovanni Paolo II. Il giorno di San Francesco di Paola. Ero in partenza per Santo Domingo. Alla Fiera internazionale del Libro. Dovevo rappresentare la cultura italiana in quella “piazza” del mondo e i miei interventi erano stati già programmati: da Prezzolini alla poesia del Novecento, Da Dante nel Novecento alla mia esperienza di scrittore. Ci fu un cambio di programma repentino. Venni chiamato dal Ministero (dei beni culturali) e mi chiesero di sviluppare alcune relazioni su Giovanni Paolo II poeta e letterato. Avevo come tempo per preparare le mie relazioni lo spazio tra Roma, Parigi e Santo Domingo.