BENVENUTI

sul blog del Caffè Letterario La Luna e il Drago

sabato 13 febbraio 2021

RUBRICA: PRESENTA IL TUO LIBRO - Sulle orme di Dante di Vittorio Verducci

Ricorre quest’anno il settecentesimo anniversario della morte di Dante, che, con la sua Commedia davvero divina, sfolgorò e sfolgorerà per sempre d’eterna luce sul mondo.

Tanti sono i libri che sono stati pubblicati in occasione di questa ricorrenza, e anch’io, data la mia passione per il sommo poeta, ne ho scritto uno, dal titolo "Sulle orme di Dante", in cui ho ripercorso luoghi e personaggi della sua opera, mettendoli in rapporto col mondo oggi e facendo, pertanto, personali riflessioni.

Il libro è scritto in poesia (con alcuni formati metrici di mia ideazione) ma si conclude con un racconto della vita di Dante, che viaggia tra il vero e il verosimile. Non ho fatto una grande opera, ma solo ciò che ho potuto. Ringrazio la prof.ssa Dori Di Giallorenzo di Giulianova per la bella prefazione e l’Editrice prof.ssa Valeria Di Felice che ha curato l’Edizione. Il libro lo presenterò a Notaresco e anche in altri luoghi quando la situazione sanitaria lo permetterà.

Vittorio Verducci

venerdì 15 gennaio 2021

PERSONAGGI DEL SUD: Ricordo di Pio Rasulo ad un anno dalla scomparsa.

 Art. di: Michele Santoro

Ciao amico Pio, vorrei continuare a parlare con te, com'era nostra abitudine, per raccontarti tante storie accadute dopo che tu sei partito per incontrare gli amici che ti aspettavano lassù.



PRIMA O POI

Prima o poi

col pudore del gatto

qui verrò a chiudere la patta.

    Quando più forte

spirerà la bora

e cadranno le bacche dei cipressi

raccoglierò le lodi nel cordoglio.

    Passerò in toga tra voi

e con il tocco in pugno

per ringraziar

d'avermi atteso a lungo.

    E voi redenti

e con le braccia tese

sorriderete dalle vostre icone.

Più volte ho provato a chiamarti e la tua voce, alla fine, si è materializzata ed è iniziato, tra noi, quel dialogo amichevole e semplice, fatto di stima reciproca. Ciao Michè mi hai risposto parlandomi dei tuoi amici poeti contemporanei lucani, della loro vita e dei pensieri sentimentali che esprimevano. Ti soffermavi, spesso,su  Ernesto De Martino, sulla cultura arbereshe lucana e calabrese e, in particolare, eri attento nella descrizione dell'amicizia avuta, nel tempo, con Carlo Levi che aveva curato la copertina  della seconda edizione del tuo libro “Il lungo giorno della civetta”.

giovedì 3 dicembre 2020

RUBRICA: PRESENTA IL TUO LIBRO - Non chiamarmi papà di Angela Sofia Lancella

clicca per approfondire
“Un tuffo coinvolgente ed emozionante nella Calabria dei primi decenni del Novecento. Emilia, figlia illegittima di un nobile latifondista, combatte fin da piccola per sopravvivere all’abbandono della madre e all’indifferenza del padre, il cui amore ella ricerca ostinatamente per tutta la vita.” 

 La storia si svolge in un immaginario paesino delle montagne silane. Emilia è costretta ad affrontare, ancora bambina, la morte della nonna, l’unica persona che si occupa di lei e trascorre quegli anni nell’assenza di affetti veri, impaurita dalla vita e alla ricerca di verità nascoste o riportate con superficialità. A soli ventidue anni crolla improvvisamente nella depressione post-partum e, dove viene ricoverata, conosce un altro inferno in cui sono segregate anche persone per futili motivi, spesso per un nonnulla. Emilia supera anche questo periodo ma non smette di lottare con il mondo che va controsenso e infine salverà il padre che mai l’ha amata. Si sentirà incompleta e si risolleverà a fatica ricercando nel passato per comprendere e dare un senso alla sua vita. Imparerà a essere forte ma non eliminerà le sue fragilità. 
 Angela Sofia Lancella

clicca per ingrandire


martedì 1 dicembre 2020

RUBRICA: PRESENTA IL TUO LIBRO Quando salgono le ombre di Gabriella Pison

 

clicca per approfondire
Tra le montagne di un immaginario paese al confine tra Italia, Austria e Slovenia, la placida quiete degli abitanti viene travolta dalla furia cieca di una popolazione infida, quella dei Nani, che affonda le radici in un remoto passato nel cuore dell’Impero Austroungarico.

Una narrazione che si fa via via più avvincente e ricca di colpi di scena, dalla constatazione da parte di un anziano dei cambiamenti nel comportamento dei suoi compaesani, a partire da un apparente ringiovanimento a bordo di biciclette ultratecnologiche, alla scoperta di antichi testi portatori di disgrazie e orrori, fino all’incontro con verità nascoste e mostri sepolti nella profondità della terra e della memoria.

Un intreccio incalzante di indizi, sospetti, vicende sconvolgenti e raccapriccianti scoperte, tra digressioni che portano talora il lettore fuori strada, fino allo sconvolgente finale; un terremoto biologico e morale, che sembra scomporre l’architettura di questo mondo e dei suoi abitanti, vittime inconsapevoli di eredità medianiche e geni aberranti, sospesi tra il bene e il male, in un alchemico labirinto di divinazioni, formule criptiche, echi del passato, vibrazioni cosmiche e…tintinnii d’ossa.

Gabriella Pison





sabato 28 novembre 2020

RUBRICA: PRESENTA IL TUO LIBRO Fiocco Rosa di Rita Iacomino

cliccare sulla copertina
per approfondimenti
Vi starete chiedendo perché vorrei consigliarvi di leggere “Fiocco rosa”.


Potrei dire tante cose: per esempio che è la mia ultima creatura e di solito ci si affeziona molto all’ultima opera.

Invece non si tratta solo di questo,  il fatto è che mi sono divertita a scrivere questa raccolta di racconti, dove spazio tra fantasia e sogni, come scrive nella prefazione Carmelo Consoli: 

"In questa raccolta la Iacomino raggiunge l’apice voluttuoso delle sue “scorribande oniriche”, e io, ho cercato di entrare in questo, soprattutto nel sogno dei sogni descritto nel racconto “fiocco rosa” che dà nome al titolo della raccolta".

Rita Iacomino

cliccare sulla immagine per ingrandire


RUBRICA: PRESENTA IL TUO LIBRO - Il segreto del castello di Mariagrazia Giuliani


clicca sulla copertina
per approfondimenti

Vuoi trascorrere qualche ora lieta, con il fiato sospeso? Leggilo non ne resterai deluso.

Questo libro è frutto del mio solito girovagare per le strade della mia città. Napoli è una continua scoperta, luoghi meravigliosi si nascondono nei luoghi più impensati. Quando raggiunsi il Castello di Baia eretto su un promontorio a picco sul mare, ne rimasi affascinate. Strade, ponti levatoi, terrazze affacciate su panorami mozzafiato, sotterranei e angoli misteriosi misero in moto la mia fantasia. Nacque sul posto la bozza di una storia mozzafiato.

Mariagrazia Giuliani



Stralcio da Note critiche

[...] Il segreto del castello è l’abbraccio affettuoso di una scrittrice alla sua amata terra e un grido accorato per salvare le sue preziose gemme dall’oblio e dall’abbandono [...] Rossella Siano dell’ufficio stampa di Eroica Fenice

[...] Un giallo intrigante che si dipana tra delitti efferati, sospetti, misteri, apparizioni, indagini ufficiali e parallele, in uno scenario da sogno [...] Donatella Belfiore Titolare di Denise viaggi

[...] E già s'intravede un ulteriore indicatore circa lo svolgimento narrativo: il bivio come metafora della scelta. [...] Andrea Corona, filosofo  scrittore ed editor di testi

giovedì 26 novembre 2020

RUBRICA: PRESENTA IL TUO LIBRO Rondini e mani di Gianluca Regondi

clicca sulla copertina
per approfondimenti

Una poesia è una storia breve, fatta di lunghi silenzi e infinite pause. Non tutte le storie hanno un fondo di poesia e non tutte le poesie raccontano una storia; nonostante tutto ci affanniamo a credere che l'amore sia una storia che valga la pena di raccontare o scrivere o cantare; nonostante tutto ci affanniamo a credere che l 'Amore sia una Poesia.


La raccolta è uscita a Settembre di quest’anno, nella speranza poi di poterla presentare prima di Natale dopo il lockdown in una certa maniera, organizzando reading e partecipando ed intervenendo ad eventuali manifestazioni. Non mi è stato possibile fare nulla di tutto questo per le note vicende.

Gianluca Regondi



STRALCIO DA NOTE CRITICHE

Sto leggendo un poeta che è nel “punto zero” della sua vita artistica e, ritengo, di uomo. Insomma ciò che leggo è definitivo come può esserlo solo un autore che è stufo di usare occhi, occhiali, cuore e corpo in modi conservativi. (Abner Rossi)

Non interessa al poeta la cronologia dei fatti, la narrazione di una vicenda che nel corso ha visto apici ed abissi, ma la trascrizione su carta di stati d'animo (di abbandono, disagio, tormento) che l'io lirico sperimenta in circostanze non più edeniche come potevano essere quelle durante le quali la favola si costruiva. (Lorenzo Spurio)

clicca la copertina per ingrandire