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sul blog del Caffè Letterario La Luna e il Drago

sabato 15 aprile 2017

L’infanzia in Alvaro nel mito dei ritorni e la favola mito con il mio viaggio accanto

Il 15 aprile del 1895 nasceva Corrado Alvaro
L’infanzia in Alvaro nel mito dei ritorni e la favola mito
con il mio viaggio accanto

Pierfranco Bruni

Il mito in Corrado Alvaro ha sempre rappresentato un modello comportamentale nei processi letterari che hanno accompagnato tutta la sua opera. Un’opera che è stata attraversata da un concetto forte che sta a priori di ogni necessità letteraria e riguarda il senso dell’infanzia, la ricerca dell’infanzia, il tema dell’infanzia. Ed è proprio in questa visione dell’infanzia che si incentra tutta la dimensione simbolica in cui Corrado Alvaro ha costruito sia i modelli problematici del suo esistere, sia le interazioni tra estetica e linguaggio.
Una delle caratteristiche fondamentali che resta centrale in Alvaro, a cominciare da Gente in Aspromonte fino ad arrivare ai suoi scritti postumi, è il legame che crea con la terra e, in particolare, con il paese. Il paese è una metafora, ma è anche un luogo geografico. Metafora e luogo geografico diventano una metafisica dell’anima perché “essere geografia” per Alvaro è non perdere mai le radici, non perdere mai la profondità del radicamento al territorio. Ma questo radicamento al territorio si fortifica nella consapevolezza che quella geografia fisica, ovvero la geografia del paese, del territorio, della terra, è così fortemente radicata nella sua coscienza, nella sua anima e nel suo pensiero fino al punto di intrecciare l’immaterialità del paese come metafora con la materialità dell’uomo e da questo legame nasce l’imprigionamento del simbolo, il simbolo che è appunto il mito. Questo mito è dato da un immaginario che non può mai essere collettivo in Alvaro, ma sempre soggettivo.

giovedì 13 aprile 2017

A 190 anni dalla morte di Ugo Foscolo. L’inattualità di un contemporaneo


 di Pierfranco Bruni


A 190 dalla morte di Ugo Foscolo e l’inattualità del rivoluzionario che recupera la tradizione. Un percorso che resta fondamentale in una età della ragione che in Foscolo ritrova la malinconia e il tempo tragico. Foscolo è la tradizione post medievale ma è anche il rivoluzionario che annuncia il romantico sentire la vita con la metafisica dell’anima. Infatti non si può prescindere da una osservazione che si apre alla modernità della letteratura attraverso il disegno della tradizione e della memoria: “L'arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità”.
Ugo Foscolo. Il poeta che traccia il silenzio dei “Sepolcri” e la grecità di Zante nel canto sublime di un ulissismo dolorante. La rivoluzione e l’eresia. Un binomio che permette di leggere Ugo Foscolo tra il superamento della Ragione e la “rappresentazione” del rivoluzionario nella sua attualità. Ugo Foscolo. L’inquietudine dell’intellettuale moderno nell’eresia del rivoluzionario è un percorso fondamentale per comprende l’agonia di un’epoca e la solitudine di un uomo.

LUCIA ROTUNDO FRAMMENTI DI UNA STORIA Nello storico Museo Civico Mons. “Domenico Mambrini” di Galeata (F.C.)


COMUNICATO STAMPA




LUCIA ROTUNDO
FRAMMENTI DI UNA STORIA
                                                                        
MUSEO CIVICO MONS. “DOMENICO MAMBRINI” (XV sec.)
GALEATA (FORLI'-CESENA)

30 aprile – 05 giugno  2017

Vernissage domenica 30 aprile 2017, ore 18.00


Nello storico Museo Civico Mons. “Domenico Mambrini” di Galeata (F.C.), ex-convento dei Padri Minori Conventuali (XV sec.), nei pressi dell'area archeologica della città romana di Mevaniola - avrà luogo, domenica 30 aprile alle ore 18.00, l'inaugurazione della mostra personale della nota scultrice Lucia Rotundo, intitolata “Frammenti di una storia”, promossa ed organizzata dalla direzione scientifica del Museo e dall’Amministrazione Comunale di Galeata, nell'ambito delle attività espositive progettate per la stagione artistica 2016-2017.
La mostra personale dell'artista è curata dal critico e storico dell'arte Paolo Balmas, docente all'Università “La Sapienza” di Roma e da Caterina Mambrini, direttrice del Museo Civico di Galeata.
L'artista presenta una significativa selezione di opere della sua recente ricerca.
Scrive Paolo Balmas, nella presentazione in catalogo,che i frammenti della Rotundo abbiano cominciato a mostrarci anche la loro struttura organica, le loro possibili forme di combinazione o di contaminazione con altri elementi ed altre materie e da ultimo la loro flessibilità e disponibilità a trasformarsi in metafore o simboli di eventi più complessi resi comunque possibili proprio dalle loro qualità di base. Ritroviamo così le lastre da cui eravamo partiti rinominate come “cristalli” e sovrapposte a racchiudere piccoli manufatti secondo modalità che richiamano non il reperto naturalistico ma il ricordo di famiglia,  o ancora trasformate in contenitori cilindrici aperti verso l’alto simili alle offerte votive tipiche della religiosità contadina e molto altro ancora sempre e comunque nella logica della crescita e della trasformazione che partendo dalle tecniche del quotidiano, allude ad una partecipazione corale ma silenziosa all’affermarsi non tanto di questo o quello stile storico quanto di uno stile di vita tenace, volitivo forse anche per certi versi  rinunciatario, ma mai volgare o prevaricatorio.”

L'altra città Un percorso partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana

Il carcere? Che opera d'arte!

Conferenza stampa e inaugurazione del progetto
L'altra città
Un percorso partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana

a cura di
Achille Bonito Oliva e Giovanni Lamarca

Casa circondariale Carmelo Magli - Taranto
6 maggio – 15 giugno 2017

Prenderà il via il prossimo 6 maggio, nella casa circondariale “Carmelo Magli” di Taranto,  un importante evento artistico-culturale: L'altra città. Un percorso  partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana.
            L'evento è curato dal teorico e critico d'arte Achille Bonito Oliva e da Giovanni Lamarca, comandante del reparto di polizia penitenziaria della locale casa circondariale, con il contributo di detenuti, personale in servizio e in pensione (Anppe), ed esperti: Giulio De Mitri (artista e docente), Roberto Lacarbonara (giornalista e critico), Anna Paola Lacatena (sociologa e scrittrice), Giovanni Guarino (attore e animatore). 
            Ideato e coordinato da Giovanni Lamarca, comandante del reparto di polizia penitenziaria della Casa circondariale di Taranto, il progetto “L'altra città” rappresenta una “prima assoluta” nel panorama delle iniziative culturali e formative realizzate all'interno delle carceri italiane. Non è l'arte che entra nei luoghi di detenzione, ma è il carcere stesso che si fa opera d'arte, grazie all'apporto di quanti vivono in prima persona la reclusione, a coloro che vi operano e agli stessi visitatori.

mercoledì 12 aprile 2017

Giorgio Barberi Squarotti: il poeta critico che propone Giovannino Guareschi e va oltre Italo Calvino

di Pierfranco Bruni 


 La letteratura italiana del novecento è la testimonianza di una eredità che pone in essere questioni linguistiche e modelli estetici. Uno dei lettori di una simile interpretazione è stato Giorgio Barberi Squarotti scomparso recentemente. Ha sempre letto il testo e mai guardando ad uno scrittore con il cannocchiale  delle ideologie. Mi è rimasto, come pietra miliare, il suo dire su Giovannino Guareschi rompendo gli schemi di una critica imperante e ostile a Guareschi: “Il nome di Giovannino Guareschi è stato, per qualche tempo, un segno di contraddizione non soltanto nella vicenda politica e del costume del dopoguerra, ma anche per quel che riguarda il discorso della letteratura, vittima, almeno in parte, di quest'ultimo ambito, dello stolto sillogismo che uno scrittore di destra, figuriamoci poi un fascista, non può mai essere «grande», e neppure merita di essere preso in considerazione”. Una chiosa che ha rotto proprio una lettura non lettura del desto su Guareschi considerato sempre un non scrittore. Ma Giorgio ebbe l’ardire di andare oltre sostenendo anche: “Guareschi, forse è molto miglior narratore nei romanzi e nelle pagine francamente umoristiche, che hanno sempre quella nota di passione e di serietà che vi collocano dentro la «divina malinconia» lirica”. Una sottolineatura apparsa sulla “Stampa” del 19 febbraio del 1999.   

venerdì 7 aprile 2017

Pierfranco Bruni incontra i giovani del Liceo di Vibo Valentia per raccontare la favola della vita di Corrado Alvaro raccontandosi


Pierfranco Bruni racconta Corrado Alvaro raccontandosi. 
In occasione dei 60 anni dalla morte di Corrado Alvaro il Liceo “Berto” di Vibo Valentia, nell’ambito del progetto “Incontro con l’autore” lunedì 10 aprile p.v. ricorderà l’insigne conterraneo con la presentazione del libro dello scrittore e italianista  Pierfranco Bruni dal titolo “Il viaggio accanto” edito da Ferrari Editore.
La Lectio magistralis è affidata al professor Pierfranco Bruni, Responsabile Progetto Etnie del Mibact, esperto di letteratura e scrittore di origine calabrese. Oltre alla presentazione dell’Alvaro giornalista e scrittore, si porrà l’attenzione su un suo scritto particolare Viaggio in Turchia, quanto mai attuale. Insieme alla preziosità delle descrizioni lo scrittore ci aiuta a “comprendere gli Orienti, attraverso delle comparazioni tra la civiltà italiana e quella Mediterranea”.

giovedì 6 aprile 2017

“Vite Sbandate. Brigantaggio nel basso Salento (1860-1866)” di Ivan Ferrari


COMUNICATO STAMPA

Venerdì 7 aprile 2017 alle ore 16.30 presso l’ex Monastero degli Olivetani a Lecce, si terrà la presentazione del volume “Vite Sbandate. Brigantaggio nel basso Salento (1860-1866)” di Ivan Ferrari, pubblicato per i tipi di Edizioni Esperidi.
Introduce Mario Spedicato docente di Storia Moderna presso UniSalento e presidente della Società di Storia Patria sez. di Lecce; intervengono, Salvatore Coppola docente presso Università autonoma di Madrid, Luigi Montonato storico e politologo. Conclude Ivan Ferrari autore, sarà presente l’editore Claudio Martino. L’evento è organizzato dalla Società di Storia Patria sez. di Lecce.